di Fabio Saba

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Quando la principessa Lili’uokalani, nel 1878[1], scrisse Aloha’oe, di certo non si aspettava che la canzone diventasse un fenomeno mondiale, tanto da associare il brano alle isole Hawai’i stesse. D’altronde il brano è stato usato nelle situazioni più disparate, grazie anche all’amore (spesso e volentieri di facciata) che il mondo occidentale ha dedicato al paradiso del Pacifico. Bugs Bunny, Scooby Doo, Tom & Jerry[2] (cito i cartoni animati perché mi piacciono di più e sono più vicini ai miei gusti) ne hanno incorporato le loro proprie versioni in alcuni indimenticabili episodi; anche il vocione di Elvis[3] e quello vellutato di Bing Crosby[4], senza dimenticare Johnny Cash[5] (Sì, Johnny Cash), hanno dato ad Aloha’oe ulteriori sfaccettature con le loro interpretazioni malinconiche e sognanti.

Come nasce questa canzone così famosa? Per saperlo dobbiamo scoprire le vicende di ben quattro persone, tanto fisicamente lontane tra loro quanto interiormente legate da un brano che le accomuna.

Charles Crozat Converse nasce a Worren, nel Massachusetts, nel 1832, e non ha nulla a che fare con le scarpe. Della sua vita non si conosce molto, se non che si laureò in legge nel 1861 studiando in Europa. Il suo lavoro era quello di avvocato nello Stato della Pennsylvania ma, da buon credente e da bravo musicista dilettante che ha studiato in Europa diventando conoscente di Liszt, si impegnava in un altro settore, quello di compositore di musica sacra. Di lui ci interessa soprattutto un brano, “The rock beside the sea” (incisa nel 1857 e pubblicata da Lee & Walker a Philadelphia[6]) chiamata “The lone rock by the sea” da Charles Burnett Wilson[7] che possiamo ascoltare nell’interpretazione di Cathy and Dave, da 2:35 circa:

Nel 1841 nasceva, a Baja, nell’attuale Ungheria del sud e nell’allora Impero austriaco, un signore di nome Dimitrije Popovic[8]. Di “Mita” (così veniva chiamato) si sa che aveva due fratelli e una sorella, e che la loro famiglia era molto povera. Così povera che, quando il padre morì, la madre pensò bene di mandare Dimitrije nel convento di Sremski Karlovci, sede della Chiesa Ortodossa serba, per fargli prendere i voti. Però la vita da ecclesiastico non lo entusiasmava, così, nel 1855, ritornò a Baja per finire gli studi e nel 1861 si laureò in legge (anche lui). Nel frattempo, Mita inizia ad appassionarsi alla poesia e alla letteratura, scrivendo diverse liriche. Con una di queste scrisse la canzone “Sedi Mara na kamen studencu”, che significa “La ragazza sulla pietra”, di prima pubblicazione incerta e qui magistralmente interpretata da Zivka Djuric:

Come Mita Popovic sia venuto in possesso della canzone di Crozat Converse, rimane un mistero.

 Il terzo personaggio è lievemente più famoso. Heinrich August Wilhelm Berger[9] (Henri), così si chiama, è stato il musicista di corte durante il regno di Kamehamea V. Europeo (anche lui) e musicista (anche lui ma più degli altri due), era uno dei kappelmaister di Berlino, durante il trono del kaiser Guglielmo I[10]. Siccome i rapporti tra l’impero tedesco e il regno hawaiiano erano ottimi, Kamehamea chiese un musicista alla corte tedesca e il kaiser gli mandò Berger. Nel 1872 venne così inviato nelle isole Hawai’i, con chissà quale stato d’animo, e si ritrovò immerso nel paradiso in terra. Infatti non se ne andò più via. E ne aveva molti motivi! Tolti i moderni, Henri Berger è stato il più importante musicista delle Hawai’i. Così preso in considerazione da averne composto l’inno nazionale nel 1876, con liriche scritte dal re Kamehamea I in persona (in un certo senso è stato assunto per questo e per guidare la Royal Hawaiian Orchestra)[11].

Ma era europeo. Moltissime delle sue idee musicali nascevano dalla musica che aveva studiato in Germania. L’inno delle isole Hawai’i (“Hawai’i Pono’ī”), per esempio, è tratto da “God save the Queen” e da “Heil dir Im Siegerkranz”, un inno prussiano. In Germania, ai tempi dell’infanzia di Berger, girava un motivetto intitolato “Die Träne”, “La lacrima”. Il brano è la traduzione in lingua tedesca, guarda un po’, della canzone di Dimitrije “Mita” Popovic. E le cose iniziano ad essere un po’ più chiare…

Ora, se Lili’uokalani conoscesse la traduzione inglese di Converse o il motivetto canticchiato da Berger dell’originale serba, non ci è dato da sapere. È certo che possedesse una copia del brano di Converse, da cui deve aver poi scritto la musica per la sua canzone[12].

Quindi, riassumendo, i brani di Popovic e Converse sono identici; Berger conosceva la traduzione tedesca di Sedi Mara na kamen studencu, e la porta alla corte hawaiiana; ad un ascolto attento (ma neanche tanto) non ci sono differenze tra Sedi Mara/The lone rock e il verse di Aloha ‘oe.

Copertina e prima pagina dello spartito per pianoforte e voce di Aloha’oe, pubblicato da Broder & Schlam nel 1896. Da notare che è segnalato H. Berger come arrangiatore e non Lili’uokalani come autrice.

 

Scritta, o meglio pensata, durante una gita a cavallo, pare che la principessa abbia accennato la strofa di Aloha’oe per la prima volta ai propri compagni di cavalcata e che abbiano insieme continuato ad improvvisarla  la sera stessa, con dei semplici vocalizzi al posto delle parole. Durante la prigionia il brano ha assunto un significato più profondo, legato al disfacimento della monarchia e delle tradizioni dell’arcipelago[13]. Scrive sulla propria autobiografia:

“All’inizio non avevo uno strumento e dovevo trascrivere le note solo con la voce; ma ho riscontrato, nonostante gli svantaggi, una grande consolazione nella composizione e ho scritto diverse canzoni. Tre di queste sono arrivate ​​dalla mia prigione alla città di Chicago, dove sono state stampate, tra cui “Aloha’oe” o “Farewell to thee”, che è diventata una canzone molto popolare.”[14]

Le serviva, però, tempo per pensare al chorus. E come risolvere il problema? Prendendo in prestito la melodia di un’altra canzone, ovviamente! E arriviamo, così, al quarto personaggio di questa storia.

George Frederick Root[15] aveva talmente il destino segnato che i suoi genitori, nel 1820, hanno deciso di dargli il nome di G. F. Händel. Per non farla lunga (in effetti è una storia lunghissima e anche interessante), il giovane George inizia a suonare il flauto per poi passare all’organo di una delle chiese di Boston[16]. Intraprende anche la carriera di insegnante portando le sue conoscenze musicali al New York Institute for the Blind, la scuola per ciechi. Qui fa la conoscenza di Fanny Crosby, la più prolifica compositrice di inni sacri degli Stati Uniti.[17]

Tra i brani scritti da Root, compare “There’s music in the air[18], pubblicata nel 1857, il cui inciso (modificato in parte) è diventato il chorus della canzone di Lili’uokalani.

 

Ma c’è ancora un particolare degno di nota. Pare infatti che il violinista Fritz Kreisler, che fu nelle Hawai’i per una serie di concerti a Honolulu nel 1925, avesse riconosciuto in Aloha’oe un caratteristico canto popolare austriaco intitolato”Jetzt geh’n wir gleich nach Nussdorf’ raus”, che significa “Andremo subito a Nussdordf[19]. Inoltre rincarò la dose dicendo che la principessa aveva commissionato il brano a qualcuno che, evidentemente, pensò bene di rubare la canzone alla tradizione popolare, pensando che nessuno potesse accorgersi dell’inganno. Il povero violinista non si aspettava di suscitare un così enorme scalpore, e la situazione era tale che le notizie lo vedono salpare per l’Australia subito dopo. Chissà se le cose fossero collegate…

Comunque la canzone della principessa prese vita e la prima pubblicazione pare sia del 1883 nelle isole e nel 1884 nella terra ferma[20]. Di seguito le parti “incriminate” di Aloha’oe messe in confronto con le originali

Queste sono le prime 4 battute di Aloha’oe. Confrontatele con le prime 4 di Rock beside the sea: la linea melodica è davvero molto simile. Purtroppo non si riesce a trovare uno spartito diSedi Mara na kamen studencu.

 

Qui, invece, guardiamo più da vicino il chorus di Aloha’oe e quello di There’s music in the air.  Anche in questo caso le differenze sono davvero irrisorie.

 

Secondo il libro “From Edison to Marconi: the first thirty years of recorded music”, la prima registrazione di Aloha’oe è del 1898 su cilindro fonografico. Purtroppo non ci sono dettagli sull’esecuzione. Ne sono seguite altre: nel 1901 è certo che ci sia stata una registrazione ma pare che il cilindro sia andato perso.[21] La più documentata è del 1904, realizzata dalla Victor con numero di matrice 1174 e interpretata da Quartet of hawaiian girls from Kawaihao Seminary. Ovviamente, come scritto ad inizio articolo, non mancano altre versioni.

La prima esecuzione pubblica fu da parte della Royal Hawaiian Orchestra per salutare una nave in partenza dal porto di Honolulu, la Paradise of the Pacific. La canzone parla, infatti, di un addio tra innamorati, un addio sofferto ma carico di sentimenti. Chissà se sono i sentimenti di Lili’uokalani verso il suo regno ormai inesistente.

Haʻaheo e ka ua i nā pali Proudly swept the rain by the cliffs
Ke nihi aʻela i ka nahele As it glided through the trees
E hahai (uhai) ana paha i ka liko Still following ever the bud
Pua ʻāhihi lehua o uka The ʻāhihi lehua of the vale
Hui: Chorus:
Aloha ʻoe, aloha ʻoe Farewell to thee, farewell to thee
E ke onaona noho i ka lipo The charming one who dwells in the shaded bowers
One fond embrace, One fond embrace,
A hoʻi aʻe au I leave
Until we meet again Until we meet again
ʻO ka haliʻa aloha i hiki mai Sweet memories come back to me
Ke hone aʻe nei i Bringing fresh remembrances
Kuʻu manawa Of the past
ʻO ʻoe nō kuʻu ipo aloha Dearest one, yes, you are mine own
A loko e hana nei From you, true love shall never depart
Tomago: Refrain:
Maopopo kuʻu ʻike i ka nani I have seen and watched your loveliness
Nā pua rose o Maunawili The sweet rose of Maunawili
I laila hiaʻai nā manu And ‘tis there the birds of love dwell
Mikiʻala i ka nani o ka liko And sip the honey from your lips

 

NOTE:

[1] https://www.songfacts.com/facts/queen-liliuokalani/aloha-oe

[2] https://www.bcdb.com

[3] https://www.youtube.com/watch?v=LeLXcHWxjkQ

[4] https://www.youtube.com/watch?v=EQP-pFdRfoM

[5] https://www.youtube.com/watch?v=QqifDTN6v5g

[6] https://catalog.hathitrust.org/Record/101761956

[7] http://jopiepopie.blogspot.com/2017/05/rock-beside-sea-1852-theres-music-in.html

[8] http://riznicasrpska.net/knjizevnost/index.php?topic=330.0

[9] http://www.rism.info/index.php?id=31&L=0

[10] Patrock D. Hennessey, Henry Berger: from Prussian army musician to “Father of Hawaiian music”, Univ. Of Hawaii, 2007 – https://portal.dnb.de/opac.htm;jsessionid=Ei2DRmSUnH5cmgqRaaKClSCZv1loa5-1qbrOXULa.prod-fly9?method=simpleSearch&reset=true&cqlMode=true&query=swiRef%3D1044610832&selectedCategory=any

[11] https://imslp.org/wiki/Hawai’i_Pono’i_(Berger%2C_Henry)

[12] http://ags.hawaii.gov/archives/about-us/photograph-collection/queen-liliuokalani-photograph-exhibition/queen-liliuokalani-photograph-exhibition-liliuokalani-jewelry-music-piano-misc/

[13] Qui una nota più accurata: https://www.songfacts.com/facts/queen-liliuokalani/aloha-oe

[14] Lili’uokalani, Hawaii’s story by Hawaii’s Queen, Mutual publishing, Honolulu, Hawaii, 1990. Trad. mia

[15] http://www.rism.info/index.php?id=31&L=0

[16] DEUMM, pag. 418

[17] G. F. Root, The story of a musical life, The John Church & Co., Cincinnati, 1891, nuova ed. 1973

[18] Russell & Richardson, Boston 1857 https://imslp.org/wiki/There’s_Music_in_the_Air_(Root%2C_George_Frederick)

[19] https://www.nalu-music.com/?page_id=93https://www.youtube.com/watch?v=Umb-zhE_Mqo

[20] Difficile da dire in realtà, perché non si trova molto a riguardo. La versione a stampa più antica che ho trovato è datata 1898, stampata da Broder & Schlam a New York, inserita alla fine dell’articolo.

[21]https://archive.org/stream/KastlemusickCylinders/Kastlemusick Columbia Cylinders – https://archive.org/stream/KastlemusickCylinders/Kastlemusick%2520Columbia%2520Cylinderspage/n17/mode/2up

 

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